sabato 8 marzo 2008

Perigeo - La valle dei templi (1975)

Perigeo: La valle dei templi

Recensione di: CJBS, (Monday, February 04, 2008) | Voto: * * * * *

Copertina di Perigeo La valle dei templiUn bel dì (o forse una bella notte) il contrabbassista Giovanni Tommaso riunì attorno a sè musicisti di comprovata qualità e di formazione prettamente jazzistica per formare il"Perigeo"*, gruppo di jazz rock, associato spesso da alcuni critici al Miles Davis di "Bitches Brew" e alla scuola di Canterbury e in special modo ai "Soft Machine". I cinque (Di Tommaso al contrabbasso, Franco D'Andrea al piano, Tony Sydney alla chitarra, Bruno Biriaco alla batteria e Claudio Fasoli al sax) composero diversi album, alcuni non completamente strumentali, tra cui "Azimuth", "Genealogia", "Abbiamo tutti un blues da piangere" fino a giungere a questo "La valle dei templi", probabilmente il disco del Perigeo più orientato verso la musica fusion, ossia l'unione dei generi funky, jazz e rock (e correggetemi se sbaglio). 

Più vivace e meno monocorde delle precedenti uscite discografiche del Perigeo, anche grazie alla sezione ritmica di Tony Esposito, "La valle dei templi" è forse il più improntato a logiche commerciali**. Albumcompletamente strumentale ma dinamico, come è possibile evincere sin dall'inizio grazie all'esplosione di note che caratterizza i primi secondi di "Tamale"***. Infatti già da questa prima traccia si intravede la carica di energia e vita che sprizza da questo lavoro, in cui molto spazio è lasciato all'improvvisazione dei singoli musicisti. La title-track è invece introdotta da un tema musicale misterioso e spettrale che ben si addice alla cover ed è un capolavoro che riesce a farvi penetrare totalmente nell'atmosfera di quest'opera. La successiva "Looping" prosegue idealmente "La valle dei templi", anche se l'attenzione dei musicisti si sposta lievemente dal sax e dal piano elettrico alla batteria e al basso.

Dai, è inutile che stia qui ad annoiarvi con questo track-by-track camuffato. Io non sono un esperto di musica, sono solo un umile ascoltatore e amatore di quest'arte. Del Perigeo conosco solo i dischi precedenti a questo (eccetto "Live at Montreux"), so che sono stati influenzati dai Soft Machine e che hanno inciso questo disco dopo avere suonato come spalla dei Weather Report. 

Tuttavia, mi permetto sfrontatamente di consigliare questo disco ai lettori sia casuali che abitudinari di questa pagina web. Procuratevelo e godetevelonon è certo un album di difficile ascolto, ma può piacere anche a padiglioni auricolari più sofisticati e raffinati

I titoli di quest'opera sembrano essere stati accuratamente scelti e a mio avviso sono molto evocativi, il mio suggerimento è quindi questo: contemplate in silenzio e soprattutto con calma la breve traccia "Pensieri", riposatevi e addormentatevi ascoltando la dolcezza di composizioni come "Cantilena", godetevi l'arpeggio iniziale di chitarra e i solo di piano di "Un cerchio giallo",  la chitarra wah-wah di "Periplo" e "Mistero della Firefly", immergetevi e lasciatevi andare in quella sensazione di leggera oscurità che vi potrebbe dare "2000 e due notti"...Insomma, lasciatevi andare alle emozioni che questo album vi offre

Non lasciatevi sfuggire nulla, neppure il breve intermezzo tra "Periplo" e l'espressiva "Alba di un mondo" ("Eucalyptus") .

 Infine, eccovi la tracklist:

1. Tamale (4:32)
2. La valle dei templi(6:15)
3. Looping (3:06)
4. Mistero della firefly(6:00)
5. Pensieri (2:15)
6. Periplo (5:05)
7. Eucalyptus (0:57)
8. Alba di un mondo (3:53)
9. Cantilena(3:57)
10. 2000 e due notti (5:36)
11. Un cerchio giallo (4:31)

Saluti,

Christian 

 

* Il perigeo indica il punto più vicino di un'orbita spaziale al centro di un pianeta. Con questa precisazione non voglio offendere nè la mia nè la vostra intelligenza, ma a volte si danno per scontate o ci si dimentica di alcune nozioni. La nostra memoria è, purtroppo e per fortuna, limitata.

** Non conosco "Non è poi così lontano" , quindi potete sempre smentirmi. 

*** Tamale, città del Ghana.

martedì 26 febbraio 2008

Il libro degli errori - Gianni Rodari

Quando ero piccolo, mi furono regalati tanti libri di filastrocche e racconti di Gianni Rodari e questo scritto vuole essere un omaggio nei confronti dello scrittore e giornalista di Omegna.
Ultimamente, preso dalla nostalgia, mi è venuto voglia di rileggere questo "Libro degli errori" che contiene al suo interno poesiole e racconti perlopiù incentrati sugli errori grammaticali. Tanti personaggi mi hanno accompagnato nella lettura di questo libricciolo: il professore Grammaticus, a volte troppo inflessibile e chiuso nella sua rigidità; Giovannino Perdigiorno, che non capisce il tran tran delle persone che incontra; i terribili fratelli Marco e Mirco che ne combinano di mille colori, facendo scempio degli aggettivi della lingua italiana e così via...
Qui sotto riporto alcuni dei brani che mi hanno colpito.


Il bambino e il tavolo

Un bambino, nel giocare, urtò il tavolo, si fece male a un ginocchio e si infuriò : - Stupido tavolo!
Il padre aveva promesso a quel bambino di portargli un giornaletto illustrato, ma se ne scordò. Il bambino si mise a piangere , il padre s'innervosì e s'infuriò: - Stupido bambino!
Il tavolo fu molto contento.

Tonino l'Obbediente

E questa è la canzone
di Tonino l'Obbediente.
Tanto bravo, però
di sua testa non fa niente.

Se gli dicono, Cammina,
lui balza in piedi e va.
Se gli dicono, Alt,
si ferma e fermo sta.

Guardate, si è fermato.
E ora che fa ? Riposa?
Ora aspetta che qualcuno
gli comandi qualcosa.

Se nessuno gli comanda
non sa che fare e che dire.
Se non gli dicono: Dormi,
non riesce anche a dormire.

È colpa di un dottore,
anche lui bello stolto,
invece delle tonsille,
sapete cosa gli ho tolto?

Gli ha tolto il verbo "volere"
con la magra scusa che
l'erba voglio non cresce
nemmeno nell'orto del re.

Ora, attenzione, faremo
un piccolo esperimento.
Tonino, per piacere,
avvicinati un momento:

obbedisci a questi signori,
buttati giù dal tetto!
Visto? Ma presto, correte,
salvate quel poveretto!

Senza dire buongiorno
stava per fare un tuffo.
Per fortuna sono qua io,
per i capelli lo acciuffo.

Ah, Tonino, Tonino!
Quando la vuoi capire
che bisogna pensare 
prima di obbedire?


Ce ne sarebbero tanti altri, ma non ho più voglia di scrivere. Al prossimo post!

domenica 17 febbraio 2008

Woody Allen - Zelig (1983)

ZELIG

Girato come se FOSSE un documentario ambientato negli Stati Uniti d'America durante gli anni '20, questo film è incentrato sulla storia di Leonard Zelig, l'uomo camaleonte, colui che si trasforma in ogni persona che incontra.
Zelig è l' uomo che non ha il coraggio di essere se stesso, che si priva della sua identità per assumere quella degli altri.
Eccolo quindi schiavo della sua popolarità a causa delle sue particolari capacità, caso umano, oggetto di attenzioni da parte degli studiosi di medicina e di marketing, occasione per fare soldi. La sua figura alimenta a dismisura il merchandising di prodotti ispirati a lui. Solo la dottoressa Eudora Fletcher lo tratterà come un essere umano e non come un fenomeno da baraccone.
Ma perchè Zelig si comporta così, tramutandosi in ogni persona che incontra? Per carenza d'affetto?

"Mio fratello mi picchiava, mia sorella picchiava mio fratello, e insieme mi picchiavano, la mia famiglia mi picchiava, i vicini di casa picchiavano la mia famiglia e insieme mi picchiavano, l'intero isolato mi picchiava? "
Teme dunque che, rimanendo se stesso, le avrebbe prese di santa ragione?
Teme che non essere come gli altri sia una colpa?
Teme che sia un peccato non avere mai letto Moby Dick, come hanno fatto tutti gli altri?
Oppure è la società che respinge il diverso e Zelig quindi non può che cedere al conformismo ?
E quando Zelig sembra essere guarito dalla sua "malattia", la società non ne fa una colpa, non gliela fa pagare?
"Zelig ha venduto la storia della sua vita a Hollywood per una grossa somma di denaro. Quando scoppia lo scandalo i produttori chiedono indietro i soldi. Zelig può restituirne solo la metà, il resto è già stato speso. Offesissimi, gli ridanno indietro solo metà della sua vita. Si tengono i momenti migliori e a lui rimangono solo le ore dei pasti e del sonno. "
E non è la sua anomalia a riportarlo in auge presso il pubblico, a riabilitarlo agli occhi della società, grazie alla traversata sull' Atlantico a bordo di un biplano?
Un po' di Zelig è in tutti noi: nelle nostre paure ancestrali, nel seguire ciecamente la massa, nel nostro sforzo di dover piacere agli altri. Per inserirci, per non creare problemi e non essere d'impiccio, non abbandoniamo spesso pericolosamente il nostro io?
In guardia, allora! Ecco l'insegnamento morale, il messaggio di questo film: bisogna avere il coraggio di fare le proprie scelte.
ALTRIMENTI SI È ROBOT O LUCERTOLE.

Una confessione?
: Neanch'io, caro Zelig, ho mai letto Moby Dick.

La scomparsa di Majorana - Leonardo Sciascia (1975)



In questo libro, il cui contenuto oscilla fra il romanzo, il saggio e il documentario, Sciascia tratteggia la figura di Ettore Majorana e indaga sulle possibili motivazioni della sua scomparsa dalla vita sociale. Suicidio? Fuga? Il fisico è descritto come uno scienziato introverso, ritroso, portatore della scienza, di cui tuttavia sembra vergognarsi. Definito da personalità scientifiche come quella di Fermi come uno di quei geni che appaiono una o al massimo due volte nel corso di un secolo, Sciascia immagina che Majorana abbia potuto intravedere negli studi scientifici i pericoli che la scienza, e in special modo la fisica, si stava accingendo a preparare. Sciascia studia i comportamenti di Majorana e da essi ne ricava l'immagine di un uomo simile ai personaggi mistificatori e teatrali di Pirandello che il fisico tanto prediligeva e lo paragona anche allo scrittore Stendhal in quanto genio precoce. Libro breve, ma quantomai attuale nel pregio di farci riflettere su come la nostra scienza possa essere adoperata contro di noi e contro le nostre vite.
Aveva forse Majorana intuito che il cieco entusiasmo dei ragazzi di Via Panisperna e degli altri scienziati per la loro fisica avrebbe condotto alla creazione della bomba atomica e al rischio della distruzione dell'intera umanità? Questo è il dubbio che lo scrittore siciliano vuole insinuare nelle nostre menti. E non era forse motivato il suo "chiaccherare" con Heisenberg dal fatto che si stava perdendo di vista l'uomo e sopravvalutando la sua scienza? E non è un caso che proprio Heisenberg, che, "per dirla banalmente, è un filosofo", è uno delle poche persone con cui Majorana intrattiene rapporti più stretti?
L'ultimo capitolo è forse il più suggestivo. Sciascia ha captato una voce che sosteneva di uno scienziato che si era ritirato in un convento. Che in questo convento si nasconda o possa essersi nascosto il fisico scomparso dalla società, infatti, non è escluso. Tuttavia, anche un'altra voce è giunta allo scrittore di Racalmuto, ossia che un membro dell'equipaggio dell'aereo che sganciò l'atomica su Hiroshima, si sia, in preda ai rimorsi, rifugiato nello stesso convento. Ipotizzando che i due si siano veramente incontrati nel convento, non è questo un segno del destino?

Uno strappo nel cielo di carta - Lea Ritter Santini

Al romanzo segue questo saggio di Lea Ritter Santini. Lo strappo nel cielo di carta si riferisce a un passo de "Il Fu Mattia Pascal". Esattamente questo:

"Beate le marionette su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, nè ritegni, nè intoppi, nè ombre, nè pietà: nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tenere se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poichè per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato.[...]"

Questo è affermato all'interno del romanzo di Pirenadell dal protagonista Mattia Pascal. E come Mattia Pascal, Majorana vuole sottrarsi alle convenzioni e, cito il testo del saggio, " al penoso, inutile dovere di vivere in conformità al suo ruolo, deponendolo, scomparendo, assumendo un'altra identità".

Nel saggio si susseguono confronti con altre opere che hanno trattato il tema del possibile conflitto tra scienza e morale, tra scienza e vita, come la "Vita di Galileo" di Bertolt Brecht o "I fisici" di Dürrenmatt.

Perché allora incentrare un romanzo sulla figura di Majorana? Perchè, citando le parole di Lea Ritter Santini, e con questo concludo, "la sua storia raccontata vuole esprimere il malessere esistenziale, l'insicurezza, l'ansia profonda, la perduta fede in un mondo ancora comprensibile e governabile con categorie umane".







lunedì 11 febbraio 2008

Salvador Allende

Allende (Appuntamento di 3 anni di Salvador Allende Gossens con la rivoluzione)

Un sogno cileno che diventò un incubo

Quando Allende, leader della coalizione Unidad Popular, salì al potere nel settembre del 1970 attraverso i voti (il suo partito ottenne solo il 36% di tutti i voti raccolti), fu una sorpresa per i socialisti di tutto il mondo che sognavano un mondo "pieno di socialismo". I ribelli, gli agitatori sociali (Young Turks) del partito lo pregavano di trasferirsi nei bassifondi (slums) e risiedervi come un vero presidente del proletariato! Fidel Castro (il padre di tutte le rivoluzioni) a sua volta lo avvertì:
non diventare mai un democratico, perchè è contrario ai fondamenti del socialismo!

Un amante di tutte le cose belle


Come un vero gentleman nell'anima, Allende ignorò sia gli Young Turks che Fidel Castro. Egli preferiva vivere nel palazzo Moneda tra tutti i beni di lusso dovuti a un presidente capitalista, poichè

egli poteva mantenere l'autentico spirito rivoluzionario solo tra i graziosi dipinti e le mirabili sculture scolpite in avorio della sua lussuosa villa periferica

Inoltre, amava il buon cibo, eleganti drink e godeva della compagnia di belle donne (meglio se di classe)! Se la sua anima desiderava ardentemente il socialismo, il suo corpo desiderava inabissarsi in piaceri borghesi.

In fretta!

La luna di miele come primo presidente marxista democraticamente eletto era dotata "della gloria e della freschezza di un sogno": come tutti gli esordienti, Allende era pronto a radicali cambiamenti nell'economia della nazione. In primo luogo, infatti, erano da soddisfare le richieste rimaste a lungo in sospeso del partito: come prima mossa salari e misure di assistenza sociale furono aumentati e tutte le società minerarie nazionalizzate. Ci furono pressioni da parte dei compagni per iniziative ancora più radicali; iniziative che era costretto a seguire come leader della coalizione.


La luna di miele è finita

Per circa un anno tutto funzionò, ma nessuno si accorse del triste fatto che le riserve di cambio della nazione si stavano esaurendo velocemente a causa di iniziative insostenibili; gli aumenti salariali senza precedenti e i provvedimenti assistenziali incrementarono il costo della produzione e l'artificiale congelamento dei prezzi rese la produzione non profittevole. Tutte le attività industriali giunsero a una dolorosa sosta, la scarsità di merci e materie prime divenne la regola, l'inflazione superò il 300%, i negozi con gli scaffali vuoti, le donne iniziarono a manifestare, facendo risuonare con fragore barattoli e tegami.

Gli estremisti nel partito al governo erano impegnati nell'impadronirsi delle terre che appartenevano al popolo comune e il governo cercava altri modi d'agire nel momento in cui gli uomini di partito stavano prendendo l'ordine pubblico nelle loro mani. Queste circostanze provocarono l'ira del ceto medio, che senza temere polizia o esercito si intromise volontariamente nelle agitazioni.

Da stato di una nazione ricca il Cile stava scivolando in uno stato di povertà che portava il popolo alla fame. L'URSS, " il padrino di tutte le rivoluzioni" non era nella posizione adatta per prestare aiuto, in quanto essa stessa era messa in difficoltà da problemi interni.
Il flusso di capitali dall'America si era fermato perché le politiche di nazionalizzazione infastidirono gli industriali che fuggirono verso altri verdi pascoli. Le estrazioni minerarie (occupazione principale, di routine nel Cile) erano colpite sia per la necessità di afflusso di capitali sia per la mancanza di imprenditori. I sogni iniziali divennero incubi!

Allende era ben consapevole che le cose non andavano come egli desiderava, aveva il mandato del 36% e v'erano solo diritti legali per cambiamenti radicali, ma tra gli integralisti del suo proprio partito e gli oppositori Allende dovette prendere molte iniziative senza determinazione e questo peggiorò tutto gli affari. La formazione dei "Tribunali di giudizio del quartiere , della zona" *, composti interamente da estremisti che vessavano chi non era con loro, e il "Parlamento Unicamerale" per l'elezione così come la manipolazione giudiziaria e la nazionalizzazione del piccolo business ( inutile tentativo di ammansire gli estremisti) furono l'ultima frustata sul dorso del cavallo cileno che perse completamente il controllo di sè.

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Se a situazione era già esplosiva nel 1972, la mossa del governo di nazionalizzare i trasporti formando una compagnia di trasporto di proprietà dello stato provocò l'esplosione finale. I guidatori di autocarri scioperarono in massa, ed essendo il Cile una nazione allungata longitudinalmente come una striscia, lo sciopero dei trasporti lo paralizzò. Persone dai differenti stili di vita come medici, ingegneri e grandi e piccolo uomini d'affari si unirono allo sciopero e il Cile fu sull'orlo di un collasso.

Non c'era più niente nei negozi e il popolo si accapigliava per qualsiasi cosa fosse disponibile, la valuta perse il suo valore, perchè nel mercato nero era scambiata circa il 10% in meno. Il Cile stava tornando all'antico sistema del baratto. Allende dovette ricorrere allo stato di emergenza e agli arresti di massa. La sua popolarità calò sensibilmente: mai un eroe si era trasformato in una canaglia con un governo di meno di tre anni.

L'apparato militare, fino allora uno spettatore, agì nella prima mattina. La marina confiscò i sistemi di comunicazione del governo e le stazioni radio cominciarono a trasmettere il comunicato ufficiale che richiedeva le sue dimissioni. La replica di Allende fu coraggiosa:
Io non mi dimetterò. Resisterò con qualsiasi mezzo, anche a costo della mia vita.
Ma il palazzo era già circondato da carri armati dell'esercito, Allende, la figlia e le guardie del corpo vi erano dentro per affrontare l'esercito facendo fuoco. Le sue ultime parole sentite per radio furono:

Gli aerei dell'aviazione stanno volando minacciosamente
Non ci sono chiare indicazioni su come Allende sia stato ucciso, anche se secondo la versione dell'esercito Allende si suicidò sparandosi. Pure sua moglie asserì che si uccise grazie al fucile mitragliatore datogli da Fidel Castro, contraddicendo le sue iniziali affermazioni.
Furono le forze armate unite a insediare in capo dell'esercito Augusto Pinochet Ugarte come presidente del Cile. Pinochet aveva a suo onore molti libri di geografia e aveva insegnato nelle scuole militari di Quinto e di Santiago. Aveva anche prestato servizio come addetto militare a Washington.

Dopo la caduta di Allende le forze armate erano impegnate in una baldoria da caccia; i comunisti furono cacciati nei loro bastioni, furono ammassati in campi da calcio e molti di loro sterminati. Gli avvenimenti successi in Indonesia si ripeterono in Cile, fenomeno senza precedenti in America.

La caduta di Allende fu il naturale fallout, la naturale ricaduta degli avvenimenti. Poichè il perdurare del governo di Allende avrebbe causato maggiori sofferenze a una nazione che non era abituata alla miseria, questa fu la naturale progressione degli eventi. Fintantochè non c'è pane nei negozi e le stufe non si accendono, il popolo è insoddisfatto e vuole insorgere.
L'asserzione che Allende fu "troppo lento e blando" da parte dei membri di sinistra significa in realtà che avrebbe dovuto sparare a chi chiedeva del pane. L'affermare che socialismo e democrazia non vanno a braccetto, come asseriscono i capitalisti, è solo parzialmente vera. È solo il classico atteggiamento "Te l'avevo detto!"

Lo sviluppo di una nazione è significativo solo se tutto il popolo ne trae beneficio. Allende, essenzialmente un buon uomo, mancava di buon senso. Egli pensava davvero che il congelamento artificiale dei prezzi e l'aumento dei salari avrebbe recato beneficio al suo popolo. Tuttavia, dovendo fare i conti con una coalizione composta anche da estremisti intransigenti, le sue mani erano legate e gli toccò prendere decisioni al di fuori della sua comprensione, che lo condussero alla caduta finale.

Gli elettori in una democrazia sono molto potenti e possono eleggere chiunque a loro piacimento, e possono essere facilmente ingannati da oratori carismatici che cantano dolci slogan. Eleggere candidati basandosi sul solo carisma e fascino fu la vera colpa nella storia cilena. Ci possono essere ancora degli Allende se il parametro su cui si basano le propre preferenze per votare è il fascino e non il buon senso economico.

(Ho cercato di tradurre "Neghborhood Judicial Tribunal")

Tradotto alla buona (cioè da cani, ma è stata una faticaccia..) dahttp://keralaarticles.blogspot.com/2007/06/allende.html

Reale Accademia di Musica - Reale Accademia di Musica (1972)

REALE ACCADEMIA DI MUSICA - REALE ACCADEMIA DI MUSICA

Recensione di: CJBS, (Monday, April 23, 2007) da www.debaser.it
Voto: * * * *















"Apri bene gli occhi e guarda che per te
è finita l'ora della infanzia e tu...
tu non hai più il tempo per sognar.
Il tuo volo antico si fermò,
i castelli in aria sono caduti giù,
freddo nella mente e niente più.
La semplicità della prima età
come un fuoco all'alba morirà.
Scopri che il dolore può scoppiare in te
senza una ragione tanto forte che
può sembrarti dolce di morir
E la voce di tua madre non ha più
la magia del tempo in cui al suo seno tu
eri tutto il mondo insieme a lei.
La semplicità dell'ingenuità
come una candela brucerà.


(Intermezzo musicale)


Guarda i vecchi amici non ti danno più
il calore di quei lunghi giorni in cui
non ti domandavi mai perchè.
Ora tu sei uomo e come uomo hai
il denaro, il lavoro, dignità
una donna che ti scalda, ma...
la felicità della prima età,
sai, neanche il cielo ti darà."


Questo è il testo de "Il mattino", traccia portante dell'album, capolavoro di malinconia, "condito" dalle imponenti tastiere suonate da Federico Troiani. Circa 9 minuti e 20 di soddisfazione delle mie orecchie. Un testo meraviglioso interpretato magistralmente dalla già di per sè fievole voce del cantante spagnolo Topel e un intermezzo che sfocia in sfumature hard rock.
Peccato che il resto del disco non abbia solo perle di questo tipo: spesso la voce di Topel, troppo labile, è coperta dalla potente strumentazione ("Favola", prima traccia di questo lavoro) ovvero il testo rischia di scadere nell'eccessiva ripetitività dei versi ("Ognuno sa").
Si ha come l'impressione che più si vada avanti con l'ascolto, più i toni diventino meno favolistici e più cupi e disperati ("Padre" e "Lavoro In Città") fino alle allucinazioni disperate di "Vertigine". Come la copertina, sul davanti un rassicurante teatrino di burattini e sul retro una macelleria.

Un'opera eterogenea: una favola ("Favola"), l'amaro distacco dall'infanzia ("Il Mattino"), il dono della vita e dell'amore ("Ognuno sa"), un'invocazione al padre ("Padre"), l'alienazione indotta dalla tecnologia e dai ritmi di lavoro ("Lavoro in città"), l'allucinazione ("Vertigine").

Se proprio devo sbilanciarmi, mio parere personale, le mie preferite sono "Il Mattino" (non si era capito?), "Lavoro in città" e "Vertigine".

Un album da considerare.


Karl Friedrich Lessing - Klosterhof im Schnee (1830)


VERITÀ o FINZIONE?

Lo vidi in un mio libro di scuola. Sembrava una fotografia. E così nacque il mio desiderio di conoscere meglio l'autore di quest'opera.
Trattasi di Karl Friedrich Lessing, pittore del tardo romanticismo tedesco. E proprio il dipinto su tela "Il monastero nella neve", che potete ammirare nell'immagine qui sopra, in un certo qual modo condensa i temi predominanti nella pittura di Lessing: l'amore per la storia, per la poesia e per gli studi naturalistici. 
Se vedrete altre sue opere, potrete infatti constatare con i vostri stessi occhi che Lessing dipingeva prevalentemente paesaggi e soggetti storici.

Benvenuti!

È mia intenzione trascrivere su questo weblog le mie impressioni, sensazioni e opinioni sulle meritevoli fatiche di alcuni uomini: scrittori, poeti, fumettisti, registi, attori, pittori, scultori, musicisti e architetti che ho avuto la fortuna di conoscere tramite le loro opere.
Se volete, potete sempre commentare. Il mio piacere sarà immenso, se riesco a instaurare un dibattito civile e pacato o anche solo suscitare interesse e curiosità nelle opere recensite.

Grazie di cuore.