martedì 26 febbraio 2008
Il libro degli errori - Gianni Rodari
domenica 17 febbraio 2008
Woody Allen - Zelig (1983)
ZELIG
Girato come se FOSSE un documentario ambientato negli Stati Uniti d'America durante gli anni '20, questo film è incentrato sulla storia di Leonard Zelig, l'uomo camaleonte, colui che si trasforma in ogni persona che incontra.Zelig è l' uomo che non ha il coraggio di essere se stesso, che si priva della sua identità per assumere quella degli altri.
Eccolo quindi schiavo della sua popolarità a causa delle sue particolari capacità, caso umano, oggetto di attenzioni da parte degli studiosi di medicina e di marketing, occasione per fare soldi. La sua figura alimenta a dismisura il merchandising di prodotti ispirati a lui. Solo la dottoressa Eudora Fletcher lo tratterà come un essere umano e non come un fenomeno da baraccone.
Ma perchè Zelig si comporta così, tramutandosi in ogni persona che incontra? Per carenza d'affetto?
"Mio fratello mi picchiava, mia sorella picchiava mio fratello, e insieme mi picchiavano, la mia famiglia mi picchiava, i vicini di casa picchiavano la mia famiglia e insieme mi picchiavano, l'intero isolato mi picchiava? "
Teme dunque che, rimanendo se stesso, le avrebbe prese di santa ragione?
Teme che non essere come gli altri sia una colpa?
Teme che sia un peccato non avere mai letto Moby Dick, come hanno fatto tutti gli altri?
Oppure è la società che respinge il diverso e Zelig quindi non può che cedere al conformismo ?
E quando Zelig sembra essere guarito dalla sua "malattia", la società non ne fa una colpa, non gliela fa pagare?
"Zelig ha venduto la storia della sua vita a Hollywood per una grossa somma di denaro. Quando scoppia lo scandalo i produttori chiedono indietro i soldi. Zelig può restituirne solo la metà, il resto è già stato speso. Offesissimi, gli ridanno indietro solo metà della sua vita. Si tengono i momenti migliori e a lui rimangono solo le ore dei pasti e del sonno. "
E non è la sua anomalia a riportarlo in auge presso il pubblico, a riabilitarlo agli occhi della società, grazie alla traversata sull' Atlantico a bordo di un biplano?
Un po' di Zelig è in tutti noi: nelle nostre paure ancestrali, nel seguire ciecamente la massa, nel nostro sforzo di dover piacere agli altri. Per inserirci, per non creare problemi e non essere d'impiccio, non abbandoniamo spesso pericolosamente il nostro io?
In guardia, allora! Ecco l'insegnamento morale, il messaggio di questo film: bisogna avere il coraggio di fare le proprie scelte.
ALTRIMENTI SI È ROBOT O LUCERTOLE.
Una confessione?: Neanch'io, caro Zelig, ho mai letto Moby Dick.
La scomparsa di Majorana - Leonardo Sciascia (1975)
lunedì 11 febbraio 2008
Salvador Allende

Un sogno cileno che diventò un incubo
Quando Allende, leader della coalizione Unidad Popular, salì al potere nel settembre del 1970 attraverso i voti (il suo partito ottenne solo il 36% di tutti i voti raccolti), fu una sorpresa per i socialisti di tutto il mondo che sognavano un mondo "pieno di socialismo". I ribelli, gli agitatori sociali (Young Turks) del partito lo pregavano di trasferirsi nei bassifondi (slums) e risiedervi come un vero presidente del proletariato! Fidel Castro (il padre di tutte le rivoluzioni) a sua volta lo avvertì:
non diventare mai un democratico, perchè è contrario ai fondamenti del socialismo!
Un amante di tutte le cose belle

Come un vero gentleman nell'anima, Allende ignorò sia gli Young Turks che Fidel Castro. Egli preferiva vivere nel palazzo Moneda tra tutti i beni di lusso dovuti a un presidente capitalista, poichè
egli poteva mantenere l'autentico spirito rivoluzionario solo tra i graziosi dipinti e le mirabili sculture scolpite in avorio della sua lussuosa villa periferica
Inoltre, amava il buon cibo, eleganti drink e godeva della compagnia di belle donne (meglio se di classe)! Se la sua anima desiderava ardentemente il socialismo, il suo corpo desiderava inabissarsi in piaceri borghesi.
In fretta!
La luna di miele come primo presidente marxista democraticamente eletto era dotata "della gloria e della freschezza di un sogno": come tutti gli esordienti, Allende era pronto a radicali cambiamenti nell'economia della nazione. In primo luogo, infatti, erano da soddisfare le richieste rimaste a lungo in sospeso del partito: come prima mossa salari e misure di assistenza sociale furono aumentati e tutte le società minerarie nazionalizzate. Ci furono pressioni da parte dei compagni per iniziative ancora più radicali; iniziative che era costretto a seguire come leader della coalizione.
La luna di miele è finita
![[chile-map.gif]](https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgG51e1JVTYgyTdWoiGRrUmOqVS-KJQKBvHDhYCd5tO8B3vWukpQDLbMAf1ke8se0HEsus5Oos3Hb_z5mdHaoWCi4crKoQqz2HzGCeNPMs5OwuCsKSnjZzj-8rs5fjXqAs1aZQcpXcYjHM/s1600/chile-map.gif)
Non c'era più niente nei negozi e il popolo si accapigliava per qualsiasi cosa fosse disponibile, la valuta perse il suo valore, perchè nel mercato nero era scambiata circa il 10% in meno. Il Cile stava tornando all'antico sistema del baratto. Allende dovette ricorrere allo stato di emergenza e agli arresti di massa. La sua popolarità calò sensibilmente: mai un eroe si era trasformato in una canaglia con un governo di meno di tre anni.
L'apparato militare, fino allora uno spettatore, agì nella prima mattina. La marina confiscò i sistemi di comunicazione del governo e le stazioni radio cominciarono a trasmettere il comunicato ufficiale che richiedeva le sue dimissioni. La replica di Allende fu coraggiosa:
Io non mi dimetterò. Resisterò con qualsiasi mezzo, anche a costo della mia vita.Ma il palazzo era già circondato da carri armati dell'esercito, Allende, la figlia e le guardie del corpo vi erano dentro per affrontare l'esercito facendo fuoco. Le sue ultime parole sentite per radio furono:

Furono le forze armate unite a insediare in capo dell'esercito Augusto Pinochet Ugarte come presidente del Cile. Pinochet aveva a suo onore molti libri di geografia e aveva insegnato nelle scuole militari di Quinto e di Santiago. Aveva anche prestato servizio come addetto militare a Washington.
Dopo la caduta di Allende le forze armate erano impegnate in una baldoria da caccia; i comunisti furono cacciati nei loro bastioni, furono ammassati in campi da calcio e molti di loro sterminati. Gli avvenimenti successi in Indonesia si ripeterono in Cile, fenomeno senza precedenti in America.
La caduta di Allende fu il naturale fallout, la naturale ricaduta degli avvenimenti. Poichè il perdurare del governo di Allende avrebbe causato maggiori sofferenze a una nazione che non era abituata alla miseria, questa fu la naturale progressione degli eventi. Fintantochè non c'è pane nei negozi e le stufe non si accendono, il popolo è insoddisfatto e vuole insorgere.
L'asserzione che Allende fu "troppo lento e blando" da parte dei membri di sinistra significa in realtà che avrebbe dovuto sparare a chi chiedeva del pane. L'affermare che socialismo e democrazia non vanno a braccetto, come asseriscono i capitalisti, è solo parzialmente vera. È solo il classico atteggiamento "Te l'avevo detto!"
Lo sviluppo di una nazione è significativo solo se tutto il popolo ne trae beneficio. Allende, essenzialmente un buon uomo, mancava di buon senso. Egli pensava davvero che il congelamento artificiale dei prezzi e l'aumento dei salari avrebbe recato beneficio al suo popolo. Tuttavia, dovendo fare i conti con una coalizione composta anche da estremisti intransigenti, le sue mani erano legate e gli toccò prendere decisioni al di fuori della sua comprensione, che lo condussero alla caduta finale.
Gli elettori in una democrazia sono molto potenti e possono eleggere chiunque a loro piacimento, e possono essere facilmente ingannati da oratori carismatici che cantano dolci slogan. Eleggere candidati basandosi sul solo carisma e fascino fu la vera colpa nella storia cilena. Ci possono essere ancora degli Allende se il parametro su cui si basano le propre preferenze per votare è il fascino e non il buon senso economico.
(Ho cercato di tradurre "Neghborhood Judicial Tribunal")
Tradotto alla buona (cioè da cani, ma è stata una faticaccia..) dahttp://keralaarticles.blogspot.com/2007/06/allende.html
Reale Accademia di Musica - Reale Accademia di Musica (1972)
REALE ACCADEMIA DI MUSICA - REALE ACCADEMIA DI MUSICA
Recensione di: CJBS, (Monday, April 23, 2007) da www.debaser.it
Voto: * * * *
"Apri bene gli occhi e guarda che per te
è finita l'ora della infanzia e tu...
tu non hai più il tempo per sognar.
Il tuo volo antico si fermò,
i castelli in aria sono caduti giù,
freddo nella mente e niente più.
La semplicità della prima età
come un fuoco all'alba morirà.
Scopri che il dolore può scoppiare in te
senza una ragione tanto forte che
può sembrarti dolce di morir
E la voce di tua madre non ha più
la magia del tempo in cui al suo seno tu
eri tutto il mondo insieme a lei.
La semplicità dell'ingenuità
come una candela brucerà.
(Intermezzo musicale)
Guarda i vecchi amici non ti danno più
il calore di quei lunghi giorni in cui
non ti domandavi mai perchè.
Ora tu sei uomo e come uomo hai
il denaro, il lavoro, dignità
una donna che ti scalda, ma...
la felicità della prima età,
sai, neanche il cielo ti darà."
Questo è il testo de "Il mattino", traccia portante dell'album, capolavoro di malinconia, "condito" dalle imponenti tastiere suonate da Federico Troiani. Circa 9 minuti e 20 di soddisfazione delle mie orecchie. Un testo meraviglioso interpretato magistralmente dalla già di per sè fievole voce del cantante spagnolo Topel e un intermezzo che sfocia in sfumature hard rock.
Peccato che il resto del disco non abbia solo perle di questo tipo: spesso la voce di Topel, troppo labile, è coperta dalla potente strumentazione ("Favola", prima traccia di questo lavoro) ovvero il testo rischia di scadere nell'eccessiva ripetitività dei versi ("Ognuno sa").
Si ha come l'impressione che più si vada avanti con l'ascolto, più i toni diventino meno favolistici e più cupi e disperati ("Padre" e "Lavoro In Città") fino alle allucinazioni disperate di "Vertigine". Come la copertina, sul davanti un rassicurante teatrino di burattini e sul retro una macelleria.
Un'opera eterogenea: una favola ("Favola"), l'amaro distacco dall'infanzia ("Il Mattino"), il dono della vita e dell'amore ("Ognuno sa"), un'invocazione al padre ("Padre"), l'alienazione indotta dalla tecnologia e dai ritmi di lavoro ("Lavoro in città"), l'allucinazione ("Vertigine").
Se proprio devo sbilanciarmi, mio parere personale, le mie preferite sono "Il Mattino" (non si era capito?), "Lavoro in città" e "Vertigine".
Un album da considerare.
Karl Friedrich Lessing - Klosterhof im Schnee (1830)
